“500 Grassbag”

“500 Grassbag”

21/03/2013 11:05

La nuova installazione artistica  di Giovanni Saldì dal titolo “500 Grassbag”

Casale-Lago Maggiore (Trarego) — La
seconda opera pubblica del casalese Giovanni Saldì, realizzata in
collaborazione con Pietro di Giorgio, Stefano Gilardino e Carlo Pesce,
sarà presentata alla Rassegna artistica internazionale “Sentiero d’arte”
il 29, 30, 31 marzo – 1 aprile  a Trarego Cheglio Viggiona (Lago
Maggiore). Alle Ore 15.00 Vi sarà l’ apertura ufficiale dell’evento
presso la Sala Multiuso Dragoni.

Dall’ ultimo intervento artistico Art Mob a Casale Monferrato,
monitorato da Città dell’arte fondazione Michelangelo Pistoletto, si è
sviluppatto il nuovo progetto denominato “500 Grassbag”.L’ assessore
alle politiche giovanili Federico Riboldi che ha seguito da vicino gli
sviluppi di questo nuovo progetto così come dei passati, ha dato il
Patrocinio della Città di Casale Monferrato.

L’atelier Arte & Resaturo insieme all’ Associazione Italiana Teatro e
Varallo vivai, hanno unito le forze per realizzare insieme un
innovativa installazione che rappresenta un ecosistema di piante che
crescono all’interno di una vecchia Michelangelo Pistoletto.
Trecataizl è il vecchio furgone wolsvagen che funge da teatro, nonché da
Art Gallery itinerante.

L’ arte in viaggio rappresenta la possibilità di mostrare anche a
fruitori inconsapevoli e occasionali, installazioni artistiche come
questa.

Il viaggio di “500 grassbag” è iniziato all’alba da Casale Monferrato
per fare tappa a Novara dove è stata molto apprezzata per il suo
“concept” innovativo, terminando il tour del Lago Maggiore a Trarego.

L’installazione “grass-bag” si colloca all’interno di una riflessione che Giovanni Saldì ha iniziato circa due anni fa.
Tutto
è nato osservando l’azione della natura su una serie di manufatti posti
casualmente e da mani ignote nell’ambiente, non necessariamente rovine o
cose abbandonate, ma tutto ciò che in qualche maniera si è trovato – e
si trova – a rivestire una funzione nel quotidiano umano.

È un’opera accattivante, quella di Saldì, che deve essere osservata
anche come un invito a vedere che alla fine di un ipotetico viaggio
allegorico, in cui il progresso non intelligente, capace di sfruttare
ogni risorsa del pianeta ha fatto da padrone,  non ci può che essere un
ritorno alla natura, natura

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