Giovanni Saldì performance ad Artissima 2014 a Torino.

20/11/2014

CASALE MONFERRATO
L’artista e performer casalese Giovanni Saldì alla fiera d’arte Artissima a Torino. Giovanni Saldì da tre anni sta portando in giro per il mondo una performance molto visibile chiamata “Fammi girare la testa” che allude al fatto che la testa gira fisicamente come scultura itinerante e al fatto che l’arte dovrebbe fare girare la testa emozionando. Artista attore come ama definirsi, sperimenta l’interazione arte- performer-pubblico. Non si limita a creare arte ma vuole animarla inserendola nella realtà e facendo da tramite attoriale fra l’animato ( pubblico inconsapevole) e inanimato (scultura). Una sorta di rappresentazione shakespeariana nella quale l’artista dialoga fisicamente con la teste scolpita nell’asfalto, lasciando letteralmente interdetti gli osservatori che scrutano curiosi cercando di intuire se si tratti di teatro, perfomance , o cos’altro.  La scultura è stata oggetto di tesi all’accademia Albertina, è andata come visitatrice in Biennale a Venezia, e ha doppia cittadinanza Italo- spagnola essendo nata in Spagna. L’opera accompagnata da titoli di viaggio e tutta la documentazione fotografica e video sarà presentata in una mostra a lei dedicata dal titolo
” fammi girare la testa”.

Giovanni Saldì e la sua arte performativa incontrano Vittorio Sgarbi.

[youtube]http://youtu.be/oJsYOZzXAxU [/youtube]Casale Monferrato 03/12/2014. Durante l’appuntamento in Comune per una conferenza stampa tenuta da  Vittorio Sgarbi, seduto in prima fila dell’aula consigliare di Casale Monferrato compare con la sua performance “ fammi girare la testa”  l’artista Casalese Giovanni Saldì. Non soddisfatto dei recenti episodi che hanno visto la sua scultura trattenuta dalla sicurezza del lingotto a Torino, l’artista incontra il temuto Vittorio Sgarbi per  mostrare la propria arte. Il format artistico proposto da Saldì e un unione fra scultura, video e performance mediatica. Incontrando personaggi noti del mondo della cultura e dello spettacolo, l’artista spiega che il titolo dell’opera è “fammi girare la testa”, la domanda che ne consegue diretta in questo caso al critico d’arte è :

Vittorio Sgarbi a lei cosa  fa girare la testa? Cosa la emoziona?  Sgarbi risponde la percezione della bellezza, quando c’è qualcosa di bello da vedere si gira la testa.

Il dottor Sgarbi dopo l’intervista performance,  concede una  foto davanti alla statua del Bistolfi, ma è solo dopo la sua Lectio magistralis, in tarda serata che riesce a prendere visione dei lavori iperrealisti su tela e su rame realizzati da Giovanni Saldì complimentandosi per la loro bellezza estetica e formale.

Vittorio Sgarbi “ fammi girare la testa” , video.     http://youtu.be/oJsYOZzXAxU 

Meteorite d’asfalto a Serravalle Outlet, installazione di Giovanni Saldì.

notazioni all’outlet di serravalle

Secondo alcuni critici, l’arte, nei secoli, ha avuto due livelli di sviluppo, da una parte si è evoluta sul piano privato, legandosi alla passione del singolo per un mero desiderio di appagamento intimo e riservandosi a pochissimi; dall’altra, sul piano pubblico, all’interno di un progetto capace di valorizzare la forza di un luogo, offrendo ai propri abitanti e a eventuali visitatori, uno sfoggio della volontà di investire da parte di una comunità anche nell’arricchimento spirituale.
La mostra di sculture e installazioni che occuperà alcuni spazi della struttura dell’Outlet di Serravalle si colloca su un piano di fruizione pubblica e nasce con il proposito di dimostrare come sia possibile conciliare qualcosa che a alcuni pare essere posta agli antipodi. L’arte ha però sempre avuto come primo scopo la fruibilità, per essere giudicata e, eventualmente, apprezzata. Un tempo i luoghi erano le acropoli, le piazze e gli angoli di grande passaggio; era lì che i mecenati collocavano le opere offerte con la ricchezza della propria committenza. Oggi, come ben sappiamo, le cose sono cambiate e anziché rinchiudere l’arte in spazi che da molti sono percepiti come lontani e inaccessibili, si è deciso di creare un percorso che si snoda in uno dei luoghi più visitati del Piemonte.
Il tema che hanno affrontato gli artisti coinvolti in questo progetto aveva a che fare con la musica, tema da mettere in relazione al decennale della rassegna jazz. Gli esiti sono stati decisamente interessanti, dimostrando ancora una volta che le forze culturali legate al territorio si propongono assai aggiornate e capaci di offrire opere di grande impatto estetico. Infatti, gli artisti coinvolti, pur attivi a livello nazionale e internazionale, sono tutti legati in qualche modo al territorio della provincia di Alessandria. In questo modo si intende ribadire, sia attraverso la peculiarità dell’appartenenza e attraverso il ricorso a una “vetrina” di così grande visibilità, il superamento di un concetto, quello di provincialità, che ormai non ha più alcun senso.
Dunque, per la prima volta in un outlet in Europa, ecco che a Serravalle appariranno le opere di Davide Bonaldo, Piero Mega, Vito Boggeri, Carla Crosio, Mirco Marchelli, Francesco Arecco, Marco Porta, Giovanni Tamburelli, Carlo Ivaldi, Enrico Francescon, Giovanni Bonardi, Giovanni Saldì, Antonio Laugelli e Mario Fallini.

the last woman in the world di giovanni saldì

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lunedì 10 febbraio 2014

the last woman in the world di giovanni saldì

Le soluzioni formali proposte da Giovanni Saldì nelle sue più recenti apparizioni sembrano dare luogo a due differenti ipotesi di lettura del suo lavoro: da una parte egli si cimenta con la materia grezza e i problemi a essa connessi; dall’altra si incentra su un’ossessiva osservazione del corpo umano che, nella sua visione, rappresenta simbolicamente uno stato in cui la materia prende forma. È chiaro che il cardine su cui si incentra la ricerca di Saldì è proprio la materia ed è proprio da questa certezza che è necessario partire per affrontare qualunque discorso critico in proposito.
Il progetto The Last Woman in the World ha due momenti di fruizione artistica. In questo caso il punto di partenza avviene con la presentazione di alcuni ritratti femminili che l’artista risolve con un chiaro riferimento classico/accademico. A tutta prima questa impostazione risulta palese e imprescindibile, ma appena si scalfisce l’evidenza iconica di queste opere, si cominciano a cogliere dei particolari che quasi ci disorientano. Sembra infatti che il pittore voglia concentrarsi solo su un particolare del ritratto (un orecchino, la curva del naso, l’acconciatura) lasciando il resto in una situazione di non finito, quasi volesse trasmetterci l’idea che la sedimentazione materica che ha contribuito alla rappresentazione di quel determinato corpo si sia interrotta, oppure sia ancora in divenire, cercando una propria valenza organica.
La concretizzazione di questa azione si palesa sulla metarappresentazione del gesto compiuto. Saldì, infatti, proietta  sulla schiena di Elisa Martinez (modella e performer) un filmato in cui si vedono le sue mani che realizzano un disegno astratto/geometrico sulla schiena della medesima donna. In quel momento la schiena diventa il supporto di un supporto; l’azione artistica, che ricorda la manipolazione plasmatrice di un demiurgo, è così memorizzata e viene reiterata e ripetuta un numero imprecisato di volte, ossessivamente. Il risultato finale induce a percepire, accanto all’immobilità dei lavori prettamente pittorici, il dinamismo di un’azione che deve essere ugualmente intesa come “pittorica” e che ha ancora una volta lo scopo ultimo di far riflettere sul trascorrere del tempo e sulla capacità di immortalare la bellezza dell’ultima donna sulla terra.

Scultura – installazione dell’ artista Giovanni Saldì.

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ll giorno 5 ottobre 2013 il Comune di Casale Monferrato inaugurerà ufficialmente l’ installazione dell’ artista casalese Giovanni Saldì.

La cerimonia, con l’ apposizione della targa, sarà presieduta dal Sindaco Giorgio Demezzi e dall’ Assessore alle politiche giovanili Federico Riboldi; l’evento condotto da Saldì insieme al suo staff di artisti, si aprirà con lo show “Bodyasphalt” di Elisa Martinotti. La ballerina proporrà una performance coperta solo da un velo di colore che riproduce l’asfalto, interpretando il suo spettacolo di fuoco.
I movimenti di danza avvolgeranno il pubblico in una dimensione surreale.
Il battito di mani delle persone, energia stessa dell’ evento, accompagnerà l’ interprete danzante fino al suo arrampicarsi sulla statua fino a diventare parte pulsante di essa.
L’ affascinante scultura-installazione, ricoperta di edere,è una ricerca sull’interazione fra natura e uomo ed un simbolo della riappropriazione degli spazi urbani tramite la concreta trasposizione della natura in città.

Il progetto ART MOB è stato seguito da: Assessorato alle politiche giovanili, Città dell’ Arte Fondazione Pistoletto, Anci, Cooperativa Orso e Azimuth.

L’ artista Giovanni Saldì ringrazia l’ eccellenza artigiana di Angelo Casalone, ed invita gli interessati a visitare la sua pagina facebook e quella di Invasioni urbane.

Musiche di Riccardo Manzato e fotografia di Sonia Guarino.

 

www.arte-restauro.com                tel 3475938539

CONZANO – L’arte di Giovanni Saldì è performance – Una mostra sugli asfalti con la bella variazione della ballerina vercellese Elisa Martinotti

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G.M.A. Genetically modified asphalts. Questo è il nome del progetto di GiovanniSaldì, artista casalese che ha presentato a Conzano, nel Monferrato la sua mostra sugli asfalti. Nota particolare di questo evento è che non si è trattato di una tradizionale esposizione, Saldì ha, infatti, integrato alle sue opere alcune performance dal tocco quasi teatrale.

Dopo avere aiutato l’artista a spingere un enorme meteorite di asfalto dalla piazza del paese fino alla chiesa dei Batù, gli intervenuti hanno poi potuto assistere ad una suggestiva performance della ballerina vercellese Elisa Martinotti che, nelle vesti di statua col corpo ricoperto di sola terra, ha preso vita danzando tra le sculture, simboleggiando così l’energia che l’arte può e dovrebbe trasmettere. Sull’onda del successo dell’iniziativa, Saldì e il suo team ha ripetuto l’esibizione domenica 15 settembre con musiche dal vivo realizzate da Riccardo Manzato e Sonia Guarino.


Il progetto è stato oggetto di una tesi di laurea all’Accademia Albertina, ed è approdato anche alla diretta nazionale di Radio Deejay

Giovanni Saldì replica la sua performance “Meteorite d’asfalto”

12/09/2013 20:12

Giovanni Saldì replica la sua performance “Meteorite d’asfalto”

Conzano — A Conzano domenica 15 settembre, dalle ore 18, Giovanni Saldì replica la sua performance “Meteorite d’asfalto”, evento che prelude alla visita della sua mostra G.M.A. – Genetically Modified Asphalts, un un progetto “site specific” realizzato in esclusiva per Conzano. “Il concetto di “geneticamente modificato” – spiega Saldì – deve essere pensato come esigenza dell’ uomo di non accontentarsi, spostando i propri limiti d’azione su tutte le forme della materia. Selezionare le caratteristiche ritenute migliori in modo da ottenere nuovi ibridi, è un’idea sulla quale è comunque opportuno fare delle riflessioni, ed è ciò che ha dato spunto a questa nuova mostra sugli asfalti. E’ Il materiale stesso, applicato in modo inusuale, a suggerire combinazioni ed utilizzi. L’ asfalto nei suoi stati, a caldo , a freddo , solido e liquido, ben si presta alla manipolazione, nei termini di una ricerca continua e efficace. Guardando il lavoro terminato, la sensazione che si potrà avere sarà probabilmente di essere di fronte a un materiale altro (parafrasando una definizione di Marcel Tapié), non più legato a quella che potrebbe essere individuata come sua origine iniziale. Ovviamente muta anche il valore comunicativo della materia adoperata, che varia in base al singolo lavoro, pur rimanendo intrinsecamente identica. Infine, lo scopo dell’iniziativa è anche quello di non far passare l’idea dell’esclusività e del confinamento del prodotto artistico all’ambito museale, ma di portarlo fra la gente. In questo modo la testa di asfalto può arricchirsi di esperienze, scoprire e farsi scoprire. Nel suo viaggio essa si sporca della vita reale, dei sapori, dell’ aria, dello smog, della salsedine e della pioggia. Il progetto è stato oggetto di una tesi di laurea all’Accademia Albertina, ed è approdato anche alla diretta nazionale di Radio Deejay”. amb

Archivio news…

Giovanni Saldì si confronta con Omar Ronda e ascolta il Maestro.

 Omar Ronda, nato nel biellese nel 1947, ha partecipato alle più importanti manifestazioni, non solo in Italia E’ un artista internazionale che ha cambiato radicalmente la storia dell’arte attraverso un forte impegno sociale ed ambientale e l’uso rivoluzionario ed innovativo di materie plastiche diverse ed evocative di un rapporto sempre più stretto tra vita naturale e realtà artificiale Biografia: Omar Ronda nasce a Portula (Biella) Italia il 11 settembre 1947, sin da ragazzo ha una forte passione per le arti figurative, non ancora ventenne si dedica alla pittura e frequenta assiduamente la casa del regista Maurizio Corgnati e di sua moglie, la cantante Milva, dove ha la fortuna di partecipare a molte discussioni e confronti letterari con amici di Corgnati del calibro di Carlo Fruttero e Franco Lucentini. Nel 1967 fonda una galleria d’arte a Biella e con l’aiuto di Gian Enzo Sperone e di Lucio Amelio organizza una serie di grandi mostre dei poveristi, Pistoletto, Kounellis, Penone, Zorio, Merz, Boetti, Paolini, Calzolari e più tardi di Paladino, De Maria, Chia. Nel 1973/74 passa un intero anno a New York dove conosce Leo Castelli ed Eleana Sonnabend, con loro porta in Italia le mostre di Rauschenberg, Warhol, Dine, Wesselmann, Twombly, Lichtenstein, Indiana, Oldemburg, fino ai minimalisti Sol LeWitt, Carl Andre, Bob Morris ed altri. A New York in seguito conosce e frequenta Basquiat e Heit Haring con il quale si lega in un rapporto di vera amicizia. Collabora assiduamente con Giorgio Marconi a Milano e con Lucrezia De Domizio Durini a Pescara con lei organizza alcune conferenze e mostre di Joseph Beuys. Nel 1983 decide di chiudere la galleria per dedicarsi alla sua vera grande passione “ creare arte “.

Omar Ronda, nato nel biellese nel 1947, ha partecipato alle più importanti manifestazioni, non
solo in Italia E’ un artista internazionale che ha cambiato radicalmente la storia dell’arte attraverso
un forte impegno sociale ed ambientale e l’uso rivoluzionario ed innovativo di materie plastiche
diverse ed evocative di un rapporto sempre più stretto tra vita naturale e realtà artificiale
Biografia: Omar Ronda nasce a Portula (Biella) Italia il 11 settembre 1947, sin da ragazzo ha
una forte passione per le arti figurative, non ancora ventenne si dedica alla pittura e frequenta
assiduamente la casa del regista Maurizio Corgnati e di sua moglie, la cantante Milva, dove ha la
fortuna di partecipare a molte discussioni e confronti letterari con amici di Corgnati del calibro
di Carlo Fruttero e Franco Lucentini. Nel 1967 fonda una galleria d’arte a Biella e con l’aiuto di
Gian Enzo Sperone e di Lucio Amelio organizza una serie di grandi mostre dei poveristi, Pistoletto,
Kounellis, Penone, Zorio, Merz, Boetti, Paolini, Calzolari e più tardi di Paladino, De Maria, Chia.
Nel 1973/74 passa un intero anno a New York dove conosce Leo Castelli ed Eleana Sonnabend, con
loro porta in Italia le mostre di Rauschenberg, Warhol, Dine, Wesselmann, Twombly, Lichtenstein,
Indiana, Oldemburg, fino ai minimalisti Sol LeWitt, Carl Andre, Bob Morris ed altri. A New York
in seguito conosce e frequenta Basquiat e Heit Haring con il quale si lega in un rapporto di vera
amicizia.
Collabora assiduamente con Giorgio Marconi a Milano e con Lucrezia De Domizio Durini a
Pescara con lei organizza alcune conferenze e mostre di Joseph Beuys. Nel 1983 decide di chiudere
la galleria per dedicarsi alla sua vera grande passione “ creare arte “.

Nel 1988 passa lunghi periodi
in Sardegna e visita la raffineria Saras Petroli di Capoterra a Cagliari che lo colpisce profondamente
tanto da elaborare una filosofia delle materie che chiama Cracking Art, filosofia che lo porta a
cercare nel petrolio la sua antica origine organica ed antropologica per trasformarla in arte con un
suo rivoluzionario linguaggio operativo e concettuale. Nel 1990/91 realizza installazioni estreme
sulla vetta del Monte Bianco e nelle grotte di Is Zuddas in Sardegna e vive sei giorni e sei notti
in una piramide vegetale sotto al reattore del Cracking Catalitico della raffineria Saras Petroli di
Moratti. Nel 1993 fonda un gruppo con altri artisti e con questi organizza mostre e installazioni
utilizzando animali in plastica da lui ideati e creati: Epocale a Milano nel 1993, curata di Tommaso
Trini e Luca Beatrice, evidenzia l’intenzione di Ronda di cambiare radicalmente la storia dell’arte
attraverso un forte impegno sociale ed ambientale e l’uso rivoluzionario ed innovativo di materie
plastiche diverse ed evocative di un rapporto sempre più stretto tra vita naturale e realtà artificiale.

 

Lo storico dell’arte

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Lo storico dell’arte Philippe Daverio visita l’ installazione d’ asfalto
dell’ artista emergente Giovanni Saldì .

Domenica 12 maggio 2013, alla
doppia mostra dedicata al creatore del movimento Cracking Art,
l’artista emergente Giovanni Saldì ha avuto il piacere di discutere
e confrontarsi con l’artista Omar Ronda, con il quale ha condiviso
racconti su Michelangelo Pistoletto di cui Ronda è amico nonchè
collezionista.

Presente a questa splendida chiacchierata, ricca di
aneddoti sul percorso artistico del maestro della Cracking Art ,anche
l’ Assessore alle manifestazioni Augusto Pizzamiglio.

Ronda, cita di come si è
svolta realmente la storia dei nove coccodrilli fucsia in plastica
per la biennale di Venezia, raccontandone i divertenti retroscena e
non risparmiandosi a riguardo dell’ attuale figura del gallerista e
curatore nell’ arte contemporanea.

L installazione non era mai stata autorizzata, e a
tal proposito redarguisce l’emergente Saldì dal seguire vie
convenzionali, abbracciando la brillante follia del intervenire sull’
asfalto con interventi al limite.

Ronda cita inoltre le contravvenzioni e
l’intimazione di rimozione dei suoi animali dalle facciate del
canal grande, dicendo che era stata la Soprintendenza ad esprimere
parere negativo alla loro permanenza.

E’ il sindaco di Conzano, Emanuele Demaria, presente
a questa piacevole conversazione, ad anticipare ai presenti il
progetto gmo (asfalti geneticamente modificati) del giovane Saldì,
che presenterà una nuova ricerca a Conzano su questo tema, a fine
mese .

Inaspettatamente lo storico dell’arte Philippe
Daverio, incuriosito dal racconto della presenza di un monolito di
asfalto posto dietro al castello, dicendo  “ bisogna guardare
almeno una statua al giorno” si reca  insieme all’ artista e all’
assessore Pizzamiglio a visitare l’ installazione realizzata da
Saldì.

Esclama subito, “Bistolfi” , commentando
positivamente una ricerca contemporanea che si riallaccia al
territori per richiami culturali e per quel legame intimo con la
natura.

Nota immediatamente il tombino presente sulla
statua, che rappresentando l’ apertura alla terza dimensione, lascia
proseguire lo sguardo dell’ osservatore verso il Po, e a quello
splendido tramonto che ha suggellato un così splendido, quanto
inaspettato incontro.

L’esposizione Asphalt di Giovanni Saldì

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Da    www.ilmonferrato.it

16/04/2013 16:58

L’esposizione Asphalt di Giovanni Saldì

Casale-piazza San Domenico — L’
assessore alla Cultura Giuliana Romano Bussola inaugurerà, venerdì 19
aprile alle ore 19 nell’ex chiesa Mater Misericordiae (piazza San
Domenico) a Casale Monferrato, l’esposizione Asphalt dell’artista
casalese Giovanni Saldì che, in questo spazio espositivo, presenterà un
percorso che si sviluppa dai risultati della ricerca sugli asfalti.

L’ artista nasce confrontandosi con il classicismo, lavorando al
restauro di dipinti all’interno di importanti campagne di recupero. Non è
casuale, infatti, che il contesto che contiene questa rassegna sia
proprio un edificio che si richiama ai valori del tardo classicismo,
sfruttati per esasperare un dialogo con la ricerca contemporanea.

Saranno visibili le statue di asfalto e le sezioni tagliate dal manto
stradale, mentre l’area centrale sarà occupata da un’installazione
naturale dal titolo Smart zone , nata grazie alla collaborazione con
Stefano Gilardino di Varallo Vivai. La posizione centrale di questo
impianto vuole comunicare il senso profondo di questo percorso che pone
la natura come valore sociale, come elemento simbolico al quale è
opportuno ritornare.

L’arte di Saldì (e ne sono testimonianza le ultime installazioni
presentate in alcune rassegne nazionali) vuole far riflettere in
particolare sul contrasto asfalto/spazio verde, un contrasto che
specifica, tra le altre cose, la dualità dell’uomo teso
all’accaparramento di beni materiali (strada, città, automobile,
movimento) e la più idilliaca vocazione naturale (erba, verde, spazi
aperti).

L’ installazione dinamica in piazza San Domenico, in collaborazione con
Italiana Teatro di Pietro di Giorgio, sarà un anticipazione del lavoro
che sarà presentato al Chiostro del Bramante a Roma quest’estate.

«Attraverso i suoi lavori artistici Giovanni Saldì cerca di mandarci un
messaggio, imprigionando la bellezza della Natura in un materiale grezzo
come l’asfalto – ha commentato l’assessore alla Cultura Giuliana Romano
Bussola – Una prigione grigia con la quale essa lotta continuamente per
evadere e per tornare a splendere alla luce del Sole».

Il bitume

Gli impieghi del bitume risalirebbero addirittura al medio paleolitico,
circa 42 mila anni fa, utilizzato come medicina, arma, legante,
sigillante e colore anche dalla civiltà mesopotamica ed Egizia.
Generazioni di uomini lo hanno estratto, commerciato, lavorato,
spalmato, lucidato e perfino tenuto in casa come soprammobile, o
addirittura come pavimento. In questo lavoro l’asfalto è visto come
archivio delle persistenze, tappeto e elemento di decoro di un salotto
urbano nel quale si vive il restante tempo della socialità degli
spostamenti e degli incontri. Sezionarlo equivale a entrare nella
materia creando uno spaccato della società con le sue stratificazioni e
ruoli. Se lo sventriamo rompendone un immagine, un luogo, una
sensazione, ci apriamo alla sua terza dimensione, quella a contatto con
la terra, ruvida come la vita.

Orari mostra: dal 19 al 28 aprile – il venerdì dalle ore 16 alle ore 19,
il sabato e i festivi dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore
19 .

Per ulteriori informazioni visitare il sito del Comune di Casale
Monferrato www.comune.casale-monferrato.al.it o quello dell’artista
www.arte-restauro.com.